LA RISALA OVVERO EPISTOLA SUL DIRITTO ISLAMICO MALIKITA
Vede finalmente la luce la traduzione italiana di questo testo di base del diritto islamico interpretato secondo la scuola giuridica ‘malikita’, quella cioè che risale all’‘Imam di Medina’ Mâlik ben Anas. Composto nel decimo secolo dell’era cristiana, e inizialmente pensato per costituire il testo di riferimento per l’insegnamento ai ragazzi dei fondamenti della Legge islamica, la Risâla ha conosciuto durante i secoli una grande fortuna, dovuta oltre che al suo intrinseco valore, anche al suo carattere sintetico, che permette da una parte di spaziare come ‘a volo d’uccello’ su tutti i campi disciplinati dalla šarî‘a, a cominciare dai riti in senso stretto (29 capitoli su 54, comprendendo anche quelli dedicati alla purificazione), per poi riguardare i sacrifici, le norme alimentari, il santo combattimento, i giuramenti, il diritto matrimoniale e di famiglia, il diritto commerciale, il diritto ereditario, il diritto penale (e di procedura penale) e una serie di altri argomenti che sarebbe lungo elencare. Basata principalmente sui dati della Rivelazione coranica e sull''esempio del Profeta Mohammed, la Legge sacra dell''Islam costituisce infatti il fondamento normativo della vita rituale e sociale del credente. Si tratta quindi di un testo di grande rilievo per i Musulmani, e che tuttora viene letto e insegnato nelle moschee e nelle zawiye (sedi di confraternite sufi) di tutti i paesi in cui prevale il diritto ‘malikita’. Per il lettore italiano non musulmano, ma interessato al mondo tradizionale islamico, leggere la Risâla è uno dei pochi modi per comprendere il modo di pensare di coloro che seguono una ‘Legge sacra’. Uno strumento dunque importante, soprattutto ora che l’astio nei confronti dell’Islam praticato e vissuto pare assumere sempre più rilevanza nel panorama della sub-cultura mediatica.
Autore Ibn Abi Zayd Al-Qayrawani
Pagine 180 Formato 17 x 24
Contiene testo arabo a fronte