NICOLA ZAMBONI SARA BOLZANI
“La concezione plastica ha delle possibilità geometriche che non sono state esaurite nelle opere degli Egiziani e dei Greci o nelle cattedrali gotiche. Tali concezioni vogliono essere espresse, ma non si è ancora trovato il luogo adatto: ecco perché tante opere di scultura moderna vanno a finire nei musei. Lì esse non sono che esempi, mentre dovrebbero essere le protagoniste della vita contemporanea”. In questa affermazione di Alexander Calder, celebre scultore americano di inizio Novecento, si racchiude insieme con l’orgogliosa affermazione della scultura moderna, il riconoscimento del potere dialettico della scultura con lo spazio, così presente nell’opera di Nicola Zamboni e Sara Bolzani. Il materiale compatto e perentorio in certe opere, si lascia indagare altrove, nella foglia, studiata, sezionata, analizzata con infinita pazienza e rispetto di ogni dettaglio, in ogni possibile aspetto, con l’attenzione dell’entomologo e la delicatezza dell’innamorato. Questo volume, che fa seguito alla mostra “Nicola Zamboni, Sara Bolzani”, tenutasi nel castello della Rocca di Cento (Ferrara) dal 23 settembre al 22 ottobre 2006, è la prima guida completa allo studio dei due artisti contemporanei attraverso un’esaustivo panorama delle loro opere. La mostra di Cento, di cui il catalogo ripercorre le tappe, si raccoglie in tre momenti: l’epica, ovvero il complesso dei cavalieri, la narrativa, il cortile esterno con le figure femminili di Sara Bolzani, e la lirica con le foglie solitarie in un piccolo vano. Dalla scultura Il Poeta, dalla una barba folta e morbida e lo sguardo assorto, alle sette figure femminili sensuali e morbide. Nicola Zamboni ha molti allievi a cui insegna la fatica e la costanza, ma soprattutto a sognare, a entrare nella materia per carpirne i segreti e da cui far nascere cavalli e cavalieri, così come, per Sara Bolzani, donne di un simbolismo estetico acceso. Le figure nel loro studio sembrano prendere vita, o meglio, convivono nella quotidianità dei due artisti, di cui sono parte imprescindibile. La gestualità dei corpi, la sinuosità delle forme sono l’equivalente della parola. Il rame è duttile, metallo morbido ma solido e forte, così come i corpi scattanti di questi protagonisti assoluti della scena.
Autore Campanini Graziano, Bosi Nadia
Pagine 170 Formato 24 x 28
Illustrazioni a colori e b/n